Mutui fisso o variabile: quale conviene a fine settembre 2026

Il 29 settembre 2026 l'Euribor a 1 anno è salito al 3,362%, mentre l'IRS a 30 anni è sceso al 3,55%: tra la base del variabile e quella del tasso fisso di durata più lunga ci sono ora 18,8 punti base (3,55 − 3,362). Per chi sta scegliendo un mutuo, il tradizionale cuscinetto tra le due opzioni si sta assottigliando e confrontare le offerte guardando solo il TAN non basta più.

Euribor e IRS: cosa è cambiato tra il 28 e il 29 settembre

Il 29 settembre tutti i fixing Euribor sono saliti: 1 mese al 2,49% (da 2,484%), 3 mesi al 2,617% (da 2,594%), 6 mesi al 3,103% (da 3,066%) e 12 mesi al 3,362% (da 3,356%). Il 28 settembre, invece, solo la scadenza a 1 mese era in rialzo, mentre 3, 6 e 12 mesi erano in ribasso.

Sul fronte dei tassi fissi la direzione è opposta. Il 29 settembre l'Eurirs a 10 anni è sceso al 3,70% (da 3,74%), il 15 anni al 3,75% (da 3,77%), il 20 anni al 3,72% (da 3,74%), il 25 anni al 3,64% (da 3,65%) e il 30 anni al 3,55% (da 3,56%). Tutte le scadenze hanno corretto dopo il rimbalzo di lunedì 28.

Fisso o variabile: il divario dipende dalla durata

La distanza tra la base del variabile e quella del fisso cambia molto con la scadenza scelta. Con l'IRS a 30 anni (3,55%) e l'Euribor a 1 anno (3,362%) il divario è di 18,8 punti base. Sale a 33,8 punti base se si confronta l'IRS a 10 anni (3,70%) con lo stesso Euribor a 12 mesi. Il motivo è che la curva dei tassi fissi è oggi invertita: fra 10 e 30 anni la differenza è di 15 punti base a favore della scadenza lunga, cioè allungare la durata non costa di più ma di meno.

Aggiornamento tassi Euribor e IRS del 28-29 settembre 2026
Professionista immobiliare presenta un modello di casa con le chiavi, simbolo di proprietà e investimento. Foto di Khwanchai Phanthong su Pexels

Per chi punta sul fisso, questo significa che le scadenze più lunghe offrono basi più basse. Sul variabile, invece, il 12 mesi è oggi la scadenza più cara delle quattro rilevate, con il suo 3,362% contro il 2,49% dell'1 mese.

TAN e TAEG: le tre migliori offerte fisse non sono equivalenti

Nella rilevazione del 30 settembre 2026 ore 09:00, su un mutuo da 100.000 euro in 30 anni, la rata mensile più bassa non coincide con il TAN più basso.

BancaMutuoTANTAEGRata mensileSpese iniziali
Banco di Desio e della BrianzaD-Evolution Green3,00%3,16%€421,60Istruttoria €250, perizia €237,90
Banco BPMCasa Tasso Fisso Finito Green2,95%3,21%€418,91Istruttoria €1.000, perizia €320
Crédit Agricole ItaliaCredit Agricole Flexi3,09%3,34%€426,47Istruttoria €0, perizia €0

Il TAN più basso è quello di Banco BPM (2,95%), che però ha il TAEG più alto (3,21%) di Banco di Desio (3,16%) per via delle spese iniziali: 1.000 + 320 = 1.320 euro contro 250 + 237,90 = 487,90 euro, una differenza di 832,10 euro che pesa sul costo complessivo. La rata più bassa, €418,91 di Banco BPM contro i €426,47 di Crédit Agricole, vale 7,56 euro al mese, che su 360 rate fanno 2.721,60 euro di differenza sull'intero piano di ammortamento.

Cosa guardare prima di firmare

Per chi sceglie, il confronto fra fisso e variabile non si gioca tanto sui valori assoluti, quanto sulla durata e sul costo complessivo. Il TAEG, non il TAN, è la metrica che tiene insieme tasso e spese iniziali: tra le tre offerte rilevate, il mutuo con il TAN più basso è anche quello con il TAEG più alto. Chi ha già un mutuo può valutare la rinegoziazione con la propria banca, una procedura interna e gratuita prevista dall'art. 40 del Testo Unico Bancario.

La scelta dipende meno dal singolo fixing e più da quanto a lungo si vuole bloccare il tasso: con una curva IRS invertita, le scadenze lunghe del fisso offrono oggi una base inferiore a quella a 10 anni, mentre il variabile agganciato all'Euribor a 12 mesi viaggia sui valori più alti della curva.

Fonti

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