Il rialzo dell'Euribor accelera mentre gli IRS a lungo termine arretrano. Nei dati del 14 settembre 2026 l'Euribor a 1 anno è salito al 3,312% e quello a 6 mesi al 2,936%, mentre l'IRS a 30 anni è sceso al 3,45%, il valore più basso dell'intera curva. Per chi deve scegliere un mutuo il segnale è chiaro: il parametro del variabile costa sempre di più, quello del fisso lungo sempre di meno.
Euribor sale su tutte le scadenze, IRS lunghi in calo
L'Euribor sale su tutte le scadenze, gli IRS scendono sulla parte lunga. Il denaro a breve termine costa di più, i rendimenti a lungo termine si comprimono. Per chi sceglie un mutuo la conseguenza è doppia: il variabile rincara, il fisso lungo diventa relativamente più conveniente.
| Indice | 14/09/2026 | 11/09/2026 |
|---|---|---|
| Euribor 1 mese | 2,394% | 2,388% |
| Euribor 3 mesi | 2,664% | 2,647% |
| Euribor 6 mesi | 2,936% | 2,82% |
| Euribor 1 anno | 3,312% | 3,16% |
| IRS 10 anni | 3,59% | 3,56% |
| IRS 15 anni | 3,63% | 3,64% |
| IRS 20 anni | 3,61% | 3,64% |
| IRS 25 anni | 3,54% | 3,58% |
| IRS 30 anni | 3,45% | 3,50% |
Fisso o variabile: il divario scende a 94,6 punti base
L'Euribor a 3 mesi, indice tipico dei mutui variabili, è salito al 2,664%; l'IRS a 20 anni, tra i più usati per i fissi, è sceso al 3,61%. Il divario tra i due parametri si riduce a 94,6 punti base, in calo dai 99,3 della vigilia. Il fisso resta più caro sul parametro, ma la distanza si assottiglia.
Il conto è diretto: 3,61% meno 2,664% dà 94,6 punti base, contro i 99,3 di venerdì 11 settembre (3,64% meno 2,647%). Ogni giorno di rialzo dell'Euribor erode il vantaggio teorico del variabile. Dopo la stretta Bce del 10 settembre 2026, il divario tra i tassi effettivi di variabile e fisso era sceso a 41 punti base.
Sul fisso anche la durata pesa: la curva del 14 settembre è inclinata al contrario, con il 15 anni a 3,63% e il 30 anni a 3,45%. Scegliere la scadenza più lunga significa agganciarsi a un indice inferiore di 18 punti base, ma pagare interessi per più tempo.
Le migliori offerte fisse: 2,68 euro al mese tra la prima e la terza
Le tre proposte fisse più convenienti rilevate il 15 settembre 2026 alle 9:00 su un mutuo da 100.000 euro in 30 anni con immobile da 200.000 euro, quindi un loan-to-value del 50%, mostrano un divario contenuto.
| Banca | Prodotto | TAN | TAEG | Rata |
|---|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | Mutuo Credit Agricole Flexi | 2,90% | 3,15% | 416,23 € |
| Banco di Desio e della Brianza | Mutuo D-Evolution Green | 2,95% | 3,11% | 418,91 € |
| Banco di Sardegna | Mutuo Casa Green – Tasso Fisso Promo | 2,95% | 3,15% | 418,91 € |
Tra la rata più bassa e la più alta corrono 2,68 euro al mese, 32,16 euro l'anno e 964,80 euro sull'intera durata. Il TAN più basso non coincide con il TAEG più basso: il Mutuo D-Evolution Green ha un TAN del 2,95% ma un TAEG del 3,11%, il più contenuto dei tre.
Surroga, rinegoziazione e mutuo con cap: le alternative
Con l'Euribor in rialzo torna l'interesse verso soluzioni ibride: i mutui con cap offrono una protezione dagli aumenti senza rinunciare ai benefici dei cali. Per chi ha già un mutuo, la rinegoziazione con la propria banca è una procedura interna, gratuita e regolata dall'articolo 40 del Testo Unico Bancario; la surroga sposta il contratto su un istituto con condizioni migliori. Con il fisso a TAN 2,90-2,95% e l'IRS lungo in discesa, entrambe le opzioni diventano più concrete per chi paga un tasso più alto.
La scelta di oggi non è più tra fisso e variabile in astratto. È tra un variabile il cui indice sale ogni giorno, un fisso lungo che poggia su un IRS in discesa e soluzioni ibride che combinano i due. Chi firma adesso decide soprattutto quanta incertezza vuole trasferire alla banca.
Fonti
Indice dei Contenuti
