L’Euribor a 1 anno ha toccato il 2,958% nella rilevazione del 30 luglio, rosicchiando altri 1,7 millesimi in 24 ore. Non è una questione di decimali: con l’IRS a 10 anni salito a 3,21% (da 3,2% il giorno precedente), il differenziale tra i due indici è sceso a 25 punti base. Per chi deve firmare un mutuo, è il segnale che la scelta tra fisso e variabile si fa più sottile di quanto suggeriscano i numeri grezzi.
I tassi del 30 luglio: tutti in rialzo, ma con intensità diverse
La giornata di contrattazioni ha spinto al rialzo l’intera curva. I fissaggi dell’Euribor mostrano una pressione uniforme sulle scadenze brevi e medie:
| Scadenza Euribor | Fixing 30/07/2026 | Variazione sul fixing precedente |
|---|---|---|
| 1 Mese | 2,206% | +0,015 |
| 3 Mesi | 2,472% | +0,013 |
| 6 Mesi | 2,681% | +0,003 |
| 1 Anno | 2,958% | +0,017 |
Sul fronte IRS, i movimenti sono più marcati sulle scadenze lunghe, quelle che determinano il costo dei mutui a tasso fisso di durata 20-30 anni:
| Scadenza IRS | Fixing 30/07/2026 | Variazione sul fixing precedente |
|---|---|---|
| 10 Anni | 3,21% | +0,01 |
| 20 Anni | 3,38% | +0,03 |
| 25 Anni | 3,36% | +0,04 |
| 30 Anni | 3,31% | +0,04 |
La conseguenza pratica è che l’IRS a 30 anni (3,31%) quota appena 10 punti base sopra il decennale. Le banche non hanno margine per offrire tassi fissi aggressivi sulle durate lunghissime, e i prodotti più competitivi — come il TAN 3,04% di Credem su 30 anni con rata mensile da 423,76 euro per 100.000 euro di mutuo — restano concentrati sulle finestre standard.
Conviene ancora il fisso quando il differenziale è a 25 punti?
Il calcolo è immediato: con Euribor a 2,958% e IRS a 3,21%, la distanza è di 0,252 punti percentuali. Prendendo come riferimento un finanziamento standard da 100.000 euro a 30 anni — la durata più richiesta — il variabile mostra oggi una rata iniziale più contenuta, ma le simulazioni online evidenziano che il vantaggio economico si assottiglia non appena l’Euribor dovesse muoversi verso l’alto. Con il TAN fisso più aggressivo a 423,76 euro al mese, il differenziale reale resta una scommessa sulla rapidità con cui la BCE proseguirà il ciclo di rialzi.
Secondo le rilevazioni di settore, a luglio la domanda di mutui si concentra in prevalenza sul tasso fisso, confermando una tendenza consolidata in periodi di incertezza. È un dato che fotografa la psiche del mutuatario italiano più che la convenienza matematica: con le attese di mercato che indicano possibili rialzi della BCE nei prossimi mesi, l’Euribor potrebbe superare il 3% entro poche settimane. Chi firma oggi un variabile sconta un risparmio immediato ma si espone a una rata che, dopo un rialzo, si allineerebbe rapidamente al fisso attuale.
La vera partita si gioca su due leve che prescindono dal fixing giornaliero:
- Surroga: con l’IRS in lento rialzo, chi ha acceso un fisso negli ultimi 12 mesi ha poche opportunità di spostarsi verso condizioni migliori. Chi ha un variabile, invece, può valutare il passaggio al fisso prima che il differenziale si chiuda del tutto.
- Rinegoziazione: le banche stanno spingendo i prodotti green (Banco BPM offre un TAN 3,20% con rata da 432,47 euro per 100.000 euro) e le formule a tasso finito. Non è marketing: sono prodotti che bloccano il costo del denaro su finestre temporali definite, riducendo l’incertezza senza inchiodarsi a un fisso trentennale.
La scelta tra fisso e variabile a luglio 2026 non è una scommessa binaria. Con 25 punti di spread, la vera variabile da ottimizzare è la durata del vincolo, non il tasso in sé.
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