Dopo il rialzo dei tassi BCE dell'11 giugno 2026, il mercato dei mutui italiani mostra un divario netto: scegliere il tasso variabile invece del fisso vale oggi 107 euro di risparmio al mese. Un vantaggio consolidato dalla seconda metà del 2025, che il rialzo da 0,25 punti percentuali — portando il tasso di riferimento al 2,25% — non ha ribaltato.
Rata mensile: 847 euro contro 954
Con il rialzo già incorporato nei calcoli, la rata mensile di un mutuo a tasso variabile è di 847 euro, contro i 954 euro del tasso fisso. La differenza è 107 euro al mese, circa 1.284 euro all'anno.
| Tasso variabile | Tasso fisso | |
|---|---|---|
| Rata mensile | 847 € | 954 € |
| Differenza mensile | –107 € | +107 € |
A inizio 2024 la situazione era capovolta: il variabile costava quasi 200 euro al mese in più rispetto al fisso. La rotta si è invertita nel corso del 2025 e il rialzo di giugno non ha cambiato il segno del confronto.
Scegliere il fisso è una scommessa sui tassi futuri
Chi sceglie oggi il tasso fisso paga un premio immediato. Fabio Femiani, responsabile di idealista/mutui Italia, è esplicito: chi opta per il fisso «deve essere consapevole di pagare un 'premio di polizza' immediato di oltre 100 euro al mese rispetto al variabile, scommettendo su uno scenario di tassi a lungo termine ancora più severo o su fiammate inflazionistiche che la curva IRS sta già ampiamente anticipando».
Non è una scelta irrazionale: è razionale solo se si prevede che i tassi saliranno ancora in modo deciso. La curva IRS — che determina il prezzo dei mutui fissi — incorpora già le attese di mercato sull'inflazione. Pagare il premio del fisso significa scommettere su qualcosa di peggiore di quello che i mercati già scontano.
Mutui Consap: il fisso sparisce (e poi torna)
Per i giovani che accedono al credito tramite i mutui con garanzia Consap, la scelta è più condizionata. L'impennata dell'indice IRS ha spinto alcune banche a ridurre o sospendere l'offerta a tasso fisso per questo prodotto, lasciando attiva solo l'opzione variabile. Come spiega ancora Femiani, «il 'blocco' avviene quando i tassi non sono sostenibili per gli istituti di credito. Diversamente, ogni opzione torna disponibile».
Chi ha già un mutuo fisso sottoscritto in passato può valutare la surroga: come avevamo riportato, un contratto siglato a dicembre 2023 al 4,42% può oggi essere trasferito al 3,49%, con un risparmio di 93 punti base.
Il vantaggio del variabile è reale, ma va calibrato sulla propria capacità di assorbire eventuali rialzi futuri. La domanda che Femiani lascia aperta — come reagirà la BCE se l'inflazione salirà più del previsto — è esattamente il rischio che il tasso fisso copre. Chi lo sceglie oggi sa già quanto paga: 107 euro in più al mese come prezzo esplicito di quella copertura.
Fonti
Indice dei Contenuti
