L’IRS a 10 anni è sceso al 3,15% nella rilevazione del 28 luglio, in calo di 2 punti base rispetto al fixing precedente. Il movimento, per quanto contenuto, accorcia il differenziale con l’Euribor a 1 anno — fermo al 2,943% — e ridisegna i margini di convenienza tra mutuo a tasso fisso e variabile. Per chi deve firmare un finanziamento ad agosto, la scelta non è mai stata così dipendente dalla durata del piano di ammortamento.
Fisso: l’IRS a 10 e 30 anni scende, la rata si alleggerisce
La seduta del 28 luglio ha portato in ribasso tutte le scadenze IRS. Oltre al decennale al 3,15%, sono calati anche l’IRS a 20 anni (3,33%) e quello a 30 anni (3,25%). Il fixing del 27 luglio aveva già registrato una contrazione più marcata — l’IRS a 10 anni quel giorno perse 7 punti base in un solo giorno, passando da 3,24% a 3,17% — e la seduta successiva ha confermato la direzione.
Tradotto in offerte concrete: sul mercato di oggi un mutuo a tasso fisso da 100.000 euro in 30 anni parte da un TAN del 3,04% (Credem, rata mensile 423,76 euro) e arriva al 3,20% per soluzioni con condizioni particolari come il Mutuo Casa Tasso Fisso Finito Green di Banco BPM (rata 432,47 euro). Banco di Desio e della Brianza si posiziona in mezzo con TAN 3,10% e rata di 427,02 euro.
La forbice tra le tre offerte è di appena 8,71 euro al mese. Differenze minime che spostano l’attenzione su spese di istruttoria e perizia: Credem chiede 1.200 euro di istruttoria, contro gli 800 di Banco Desio.
Variabile: l’Euribor a 1 anno sotto il 3% abbassa la rata mensile
Sul fronte variabile, il 28 luglio ha portato una buona notizia per chi ha un mutuo indicizzato. L’Euribor a 1 anno è sceso da 2,982% a 2,943%, scendendo sotto la soglia psicologica del 3%. Calano anche le scadenze più brevi: l’Euribor a 3 mesi passa da 2,454% a 2,445%, quello a 6 mesi da 2,707% a 2,684%. Solo l’Euribor a 1 mese inverte la rotta, salendo di 1 punto base a 2,185%.
Il calo non è isolato. Il 27 luglio l’Euribor a 1 anno era già arretrato da 2,993% a 2,982%, segnando due sedute consecutive di discesa. Il risparmio per chi ha un variabile in corso si accumula, ma resta il punto interrogativo sul rialzo BCE che i mercati prezzano per la riunione del 10 settembre 2026.
Quale mutuo conviene oggi: la durata fa la differenza
Con questi fixing, il differenziale Euribor 1 anno vs IRS 10 anni si attesta a circa 20 punti base (2,943% contro 3,15%). Su un finanziamento da 120.000 euro in 20 anni, il variabile resta più economico sul breve, ma il gap si assottiglia se si allunga l’orizzonte temporale.
Due fattori da mettere nel calcolo prima di scegliere:
- Durata del mutuo: sui 30 anni l’IRS è piatto tra le scadenze (3,15% a 10 anni, 3,25% a 30 anni). Significa che bloccare il tasso oggi per tre decenni costa solo 10 punti base in più rispetto a un decennale. Un’opportunità storicamente rara.
- Aspettative sui tassi BCE: se il rialzo del 10 settembre si concretizza, l’Euribor — che sconta in anticipo le mosse della Banca Centrale — potrebbe risalire. I fixing del 27 e 28 luglio mostrano però un Euribor in discesa su tutte le scadenze tranne quella a 1 mese, segnale che il mercato sta già digerendo lo scenario.
La surroga resta un’opzione da tenere aperta. Con l’IRS in calo, chi ha acceso un fisso a TAN superiore al 3,30% può trovare condizioni migliori spostando il mutuo. Stesso discorso per chi ha un variabile con spread elevato: la rinegoziazione con la propria banca o il trasferimento ad altro istituto sono leve negoziali da attivare subito.
L’elemento che pesa di più, in questa fase, è la curva dei tassi appiattita: l’IRS a 30 anni quota 3,25%, appena 10 punti sopra il decennale. Per chi punta a un fisso di lunghissimo periodo, il costo della sicurezza non è mai stato così basso rispetto al passato recente.
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