Il fixing del 29 luglio 2026 offre a chi deve scegliere un mutuo un quadro chiaro: l’IRS a 10 anni sale al 3,2%, l’Euribor a 1 anno scende a 2,941% e il differenziale tra i due indici si allarga a 26 punti base (ieri circa 21). Per chi sta decidendo se puntare su rata stabile o risparmio immediato, la giornata di oggi dice che il fisso allarga il proprio costo “puro” rispetto al variabile, ma resta la scelta nettamente preferita dalle famiglie.
Fisso o variabile: i numeri del 29 luglio
Mentre l’Euribor 1 anno perde due millesimi e scende al 2,941%, l’IRS a 10 anni inverte la rotta e guadagna 5 centesimi, passando da 3,15% a 3,2%. La forbice tra i due indici di riferimento raggiunge così 0,259 punti percentuali: il valore più ampio di questa ultima settimana di luglio.
Per un mutuatario, questo significa che il costo di copertura del tasso fisso è aumentato e le banche tendono a rifletterlo nei TAN finali. Il variabile, invece, resta ancorato a un Euribor sotto la soglia del 3% e propone rate iniziali più leggere, ma con l’incognita di futuri rialzi.
Le migliori offerte a tasso fisso di oggi
Per un mutuo prima casa da 100.000 euro in 30 anni, le migliori condizioni rilevate il 30 luglio da MutuiOnline.it mostrano TAN che partono dal 3,04% (Credem) e salgono al 3,20% (Banco BPM). Ecco il confronto tra le tre proposte più convenienti:
| Istituto | TAN | TAEG | Rata mensile |
|---|---|---|---|
| Credem | 3,04% | 3,42% | € 423,76 |
| Banco Desio | 3,10% | 3,31% | € 427,02 |
| Banco BPM | 3,20% | 3,47% | € 432,47 |
Tutte le offerte in tabella si collocano sotto la media di mercato dei mutui fissi rilevata a luglio, segno che la concorrenza sta comprimendo gli spread nonostante l’IRS in rialzo.
Variabile: rata più bassa oggi, ma quanto regge domani?
Con l’Euribor a 1 anno al 2,941%, un mutuo a tasso variabile offre oggi una rata iniziale più contenuta rispetto a un fisso di pari importo e durata. Tuttavia, chi sceglie il variabile scommette su tassi futuri stabili o in discesa, mentre il mercato continua a prezzare possibili interventi della BCE nei prossimi mesi. L’alternativa del fisso, con TAN che può scendere fino al 3,04%, significa pagare un premio di sicurezza per blindare la rata per tutta la durata del finanziamento.
La scelta, perciò, non si gioca solo sul costo immediato ma sulla capacità di assorbire eventuali rialzi cumulativi dell’Euribor nel medio periodo. Per chi ha margini di budget ridotti o vuole certezza assoluta, il fisso resta la strada più battuta: a luglio 2026 la domanda di mutui a tasso fisso continua a essere nettamente maggioritaria rispetto al variabile. Per chi invece può tollerare qualche oscillazione e intende sfruttare il momento di Euribor sotto il 3%, il variabile merita un confronto puntuale con la propria banca.
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