Mutui al 3,99%: fisso o variabile? Quale conviene con il Taeg ai massimi dal 2024
Con il Taeg sui nuovi mutui salito al 3,99% ad agosto 2026, dal 3,81% di luglio, la scelta tra fisso e variabile torna al centro. È il livello più alto da due anni: per trovare un valore superiore bisogna risalire al 4,09% dell'agosto 2024. Per chi deve scegliere un mutuo oggi, il rialzo cambia i termini del confronto: il tasso fisso può costare di più in fase di partenza ma blocca la rata, il tasso variabile segue un mercato che la BCE ha appena spinto al 2,50%. La partita non è più tra risparmiare e pagare, ma tra certezza e rischio.
Il Taeg sale a 3,99%: il rialzo in un mese e il confronto con il 2024
Il Taeg (Tasso Annuale Effettivo Globale) è il costo complessivo del mutuo, interessi e spese incluse. Ad agosto 2026 si è attestato al 3,99%, contro il 3,81% di luglio: un aumento di 0,18 punti percentuali, ovvero 18 punti base, in un solo mese. Rispetto al picco di 4,09% dell'agosto 2024, il livello attuale è inferiore di 10 punti base.
Le testate riportano il dato con precisione diversa: askanews indica 3,9891%, mentre ANSA e Agenpress arrotondano a 3,99%. La differenza è di arrotondamento, non di sostanza. Il quadro generale resta quello di un costo del credito immobiliare in risalita.
Nella stessa rilevazione di Bankitalia, il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo è salito al 10,78%, dal 10,38% di luglio. Secondo askanews, apparentemente si tratta del livello più alto nelle tabelle che risalgono al 2003. I tassi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie si sono invece limati al 3,7%, dal 3,79% del mese precedente.
Fisso o variabile: cosa dice il rialzo del Taeg
Con un Taeg ai massimi da due anni, la scelta tra fisso e variabile dipende da quanto si vuole proteggere il bilancio familiare. Il fisso blocca il costo del denaro per tutta la durata del mutuo; il variabile lo aggancia all'andamento dei tassi di mercato, che a settembre 2026 la BCE ha portato al 2,50%.
Il rialzo dei tassi di mercato riflette e spesso anticipa le mosse della Banca centrale europea. A settembre l'istituto ha aumentato i tassi di 0,25 punti percentuali, portando il riferimento principale al 2,50%. Per chi sceglie il variabile, questo significa che la rata può ancora salire se la BCE interviene di nuovo. Per chi sceglie il fisso, il costo può essere più alto in fase di partenza, ma non cambia se i tassi salgono. Il trade-off è chiaro: il fisso può costare di più subito, il variabile può convenire solo se i tassi scendono.
Surroga e rinegoziazione: cosa valutare con i tassi in salita
Chi ha già un mutuo può valutare la surroga o la rinegoziazione per migliorare le condizioni. Il Taeg sui nuovi mutui è salito dal 3,81% al 3,99%: è il riferimento da confrontare con il costo attuale del proprio mutuo. La surroga è un nuovo mutuo: se i tassi salgono, le condizioni disponibili possono peggiorare. Rinegoziare con la propria banca può essere più rapido, ma non è detto che l'istituto offra condizioni migliori di quelle di mercato. La scelta va valutata anche sull'orizzonte residuo.
Durata e loan-to-value contano, ma il Taeg è il metro di confronto
Il Taeg è il costo complessivo del mutuo: comprende, oltre agli interessi, le spese considerate nel calcolo. Ad agosto 2026 è salito al 3,99% sui nuovi finanziamenti per l'acquisto di abitazioni. È il parametro che Bankitalia mette in evidenza per misurare il costo del credito. Durata e loan-to-value restano variabili della scelta, ma il dato di agosto segnala che il costo di ingresso è salito per tutti i nuovi mutui.
Il credito al consumo al 10,78% e l'effetto sulle famiglie
Il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo è salito al 10,78% ad agosto, dal 10,38% di luglio. Secondo askanews, apparentemente si tratta del livello più alto nelle tabelle che risalgono al 2003. Per le famiglie che accendono un mutuo e hanno bisogno di liquidità aggiuntiva, il costo del credito accessorio è quindi apparentemente ai massimi storici, secondo askanews. Il divario tra il Taeg del mutuo (3,99%) e quello del credito al consumo (10,78%) è di 6,79 punti percentuali: un calcolo che rende evidente quanto sia più caro finanziare arredi o ristrutturazioni con linee diverse dal mutuo. Concentrare il finanziamento sull'abitazione, quando possibile, resta la strada meno onerosa.
Cosa significa per chi deve scegliere oggi
Con il Taeg a 3,99%, un mutuo nuovo costa 0,18 punti in più rispetto a luglio. Non è un rialzo ampio, ma è il segnale di una tendenza: la BCE ha alzato i tassi a settembre e, secondo askanews, i tassi di mercato spesso anticipano le mosse della BCE. Chi sceglie il variabile scommette su una discesa che, secondo la valutazione di questo articolo, al momento non è all'orizzonte. Chi sceglie il fisso paga il prezzo della copertura, ma si assicura una rata costante.
La scelta tra fisso e variabile, oggi, non è tra giusto e sbagliato, ma tra due rischi: quello di pagare troppo per la certezza e quello di vedere la rata salire. Con il Taeg a un passo dal 4% e la BCE al 2,50%, la protezione del fisso ha un costo che i dati di agosto rendono esplicito.
