Mutui Subprime: Cosa Sono, Significato, Definizione e Spiegazione della Crisi Causata dai Mutui

Spesso, parlando di crisi, e più precisamente di quella che ha colpito inizialmente l’America, poi l’Europa ed infine tutto il globo dopo l’anno 2008, ci si chiede quali siano state le cause che l’hanno effettivamente generata. La risposta la si trova nei mutui subprime, cioè ad alto rischio di insolvibilità. Questa guida si pone quindi l’obiettivo di farti capire cosa sonotali mutui, significatodefinizione e di spiegarti come questi abbiano generato una recessione su scala mondiale.

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I mutui subprime

Quando viene concesso un prestito o un mutuo, prima dell’approvazione della domanda, viene svolta un’indagine sulla capacità del richiedente di essere solvibile, che dovrà fornire delle garanzie adeguate per accedere al credito. Le indagini si basano sia sul passato della persona, quindi sulla sua storia creditizia, che sul presente, analizzando la sua posizione lavorativa, la condizione economica generale ed eventuali proprietà su cui, nel caso il richiedente diventasse insolvibile, l’istituto che ha concesso il credito potrà rivalersi per rientrare del suo capitale.

Con questo presupposto, più il cliente è a rischio, quindi potenzialmente insolvibile, più è difficile per lui ottenere del credito. Nel caso invece riuscisse ad accedere a tale credito, il costo del mutuo, quindi il tasso di interesse, sarebbe più alto. In sintesi, per una banca, concedere un prestito a rischio, è una forma di investimento ad alto rischio, che in caso di esito positivo, genererebbe un maggior profitto. Quando viene concesso un mutuo subprime, gli istituti di credito ovviamente mettono in conto che qualcuno dei beneficiari del loro credito potrebbe non pagare, ma il maggior utile conseguito dai finanziamenti di coloro che invece li estinguono regolarmente, coprono le perdite derivanti dai primi. Ma cosa succede se gli insolventi diventano troppo numerosi?

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La crisi generata dai mutui subprime

Come anticipato, un ristretto numero di clienti insolventi, per le banche non rappresenta un grande problema. Tale problema si presenta nel momento in cui il numero di coloro che non adempiono al pagamento delle rate, si fa consistente. Negli anni antecedenti alla grande crisi iniziata nel 2008, ci fu un boom nella concessione di mutui subprime. I motivi di tale boom sono piuttosto semplici:

  • Minor difficoltà per i richiedenti di ottenere il credito, a causa delle minori garanzie richieste.
  • Apparenti migliori condizioni di rimborso per i clienti. Una tipologia di mutuo che andava per la maggiore durante quegli anni, era quello che concedeva un tasso fisso per i primi due o tre anni, per poi diventare variabile negli anni successivi. Come anticipato, apparentemente questa poteva essere una condizione vantaggiosa, ma nella realtà si è concretizzata con un aumento annuale dell’importo annuale da rimborsare che in alcuni casi arrivava al l’80%.

Nel 2007 si verificò quindi la peggiore delle ipotesi, dove l’ondata di fallimenti di molte agenzie di credito, ha generato una mancanza di fiducia in un settore già di per sè ad alto rischio, quello appunto dei mutui subprime. In aggiunta un’ondata di persone che non sono state più in grado di pagare regolarmente le rate. Il resto è oramai divenuto storia: in 4 giorni, ad inizio agosto, le borse tornano ai livelli di fine XX secolo e, dopo pochi mesi, falliscono tre tra le più grandi e note banche d’affari, Lehman BrothersGoldman Sachs ed infine Morgan Stanley. 

Da quel momento si innescò un effetto domino devastante, con ripercussioni su scala mondiale, difatti il crollo vertiginoso delle borse americane prima, e di quelle mondiali poi, ha costretto le Banche Centrali di moltissimi paesi ad intervenire, con aiuti finalizzati al sostegno della liquidità, e con un notevole abbassamento del costo del denaro. Gli stessiprestiti concessi dalla BCE, successivamente alla crisi dei mutui subprime, hanno consentito di beneficiare di tassi di interessi più agevolati rispetto a quelli tradizionali, permettendo di ridurre la pressione sul credito, quindi sul costo del denaro.

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