Rinegoziare il Mutuo: Quando è Possibile?

La rinegoziazione del mutuo è una soluzione finanziaria, a favore del mutuatario che prevede la modifica delle condizioni presenti nel contratto di mutuo nel momento in mutano le sue condizioni economiche. Con la rinegoziazione è possibile modificare ad esempio: durata del mutuo, lo spread, la variazione dei tassi d’interesse.

Adesso vedremo nel dettaglio cos’è la rinegoziazione di un mutuo e perché richiederla, come funziona la rinegoziazione e confronteremo la rinegoziazione con la surrogazione. In tal modo chiunque possiederà le informazioni generali per poter valutare la propria condizione economica.

Cos’è la rinegoziazione del mutuo?

Tramite la rinegoziazione è possibile, per l’intestatario del mutuo, accedere a condizioni contrattuali diverse che devono, però, essere approvate da chi ha concesso il mutuo come una banca o una società finanziaria. La rinegoziazione del mutuo è molto comune, sia in Italia che all’estero; le ragioni che spingono sempre più soggetti a chiedere la rinegoziazione sono: la riduzione o l’eliminazione dei costi amministrativi periodici relativi sia al pagamento rateale del mutuo che alla gestione annuale dello stesso, la variazione del tasso di interesse, da fisso a variabile o viceversa, applicato al mutuo, la diminuzione dello spread, l’allungamento della durata del mutuo.

Ricordiamo che la rinegoziazione va chiesta nel momento in cui si presenta una variazione delle condizioni originarie che, normalmente, dipendono alla nascita di elementi che qualificano in maniera nuova il rapporto tra mutuante a mutuatario; proprio per tale ragione la rinegoziazione può avere ad oggetto qualsiasi contratto di mutuo. Per la nostra legge nazionale è possibile modificare tramite la rinegoziazione: la tipologia di mutuo passando dal tasso variabile al fisso, la durata del mutuo ad esempio da venti a trent’anni ed anche il tasso di interesse applicato rivedendo la misura dello spread.

Come funziona la rinegoziazione? E come si richiede?

Per avviare una rinegoziazione c’è bisogno di una scrittura privata, quest’atto deve essere concluso tra mutuatario e mutuante, cioè l’ente che ha concesso il mutuo. Formulare la scrittura privata è molto semplice, difatti, la richiesta di negoziazione viene quasi sempre accettata e la richiesta consiste in una pura formalità; in breve, bisogna semplicemente inviate all’ente mutuante una lettera raccomandata con ricevuta ritorno in cui si esplicano le condizioni su cui si vuole rinegoziare. Questo istituto quindi serve a garantire che il mutuatario possa adattare il pagamento del mutuo alle sue esigenze economiche; proprio per questo la rinegoziazione presenta alcuni vantaggi per il soggetto pagante che sono: la non estinzione del precedente mutuo evitando così il pagamento di spese ed oneri, la preservazione di tutti i benefici fiscali derivanti dal contratto originario, l’assenza di costi amministrativi per la procedura di surrogazione e la permanenza di tutte le garanzie ascritte durante la rinegoziazione. Date queste informazioni concludiamo dicendo che la rinegoziazione, seppur richiesta solo da una delle parti, si perfeziona tramite un accordo per cui sia mutuante che mutuatario devono prestare il consenso.

Differenza tra rinegoziazione e surrogazione

Con la surrogazione, a differenza della rinegoziazione, la modifica delle condizioni del contratto di mutuo deve chiedersi ad un’altra banca. Come la rinegoziazione però possono essere modificati il tasso d’interesse, lo spread e la durata del mutuo. In definitiva, possiamo concludere che, la surrogazione è un istituto dalle garanzie più restrittive in quanto ci si deve rivolgere ad un altro ente rispetto quello che ha concesso il prestito.

Conclusione

Questo istituto va scelto perché è totalmente a favore del mutuatario che può gestire le condizioni del proprio pagamento in virtù della sua condizione economica senza perdere alcuna garanzia.

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